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domenica 17 marzo 2013

IN UN MILIONE DI PICCOLI PEZZI (James Frey)






 Titolo:In un milione di piccoli pezzi
 Autore:James Frey
 Editore: TEA
 Pagine: 459

 Prezzo:10,00







"Immaginate di svegliarvi in aereo. Immaginate di non sapere da dove siete partiti né dove state andando e di non avere memoria delle ultime due settimane. Immaginate di avere quattro incisivi rotti, un taglio profondo sul viso e il corpo pieno di lividi. Immaginate di non avere né documenti né soldi né bagagli. Immaginate che la polizia di tre Stati vi stia cercando. Immaginate di essere alcolisti e tossicodipendenti da oltre 10 anni. Immaginate di avere 23 anni..." 




Nonostante di questo libro ne abbiano dette di tutti i colori, io l'ho trovato fantastico.
Hanno recriminato all'autore di aver ingigantito e parzialmente inventato la sua autobiografia, ma anche se fosse? 
Resta in ogni caso un libro coinvolgente, emozionante e vero;
vero per quello che ho potuto percepire.
Frey è capace di descrivere in modo così realistico ogni particolare da fartelo toccare e sentire.
La scrittura è incalzante e l'autore non bada a punteggiatura né a stile 
e proprio questo lo rende unico;
il suo linguaggio è crudo e molto diretto, quasi insopportabile e angosciante in certi passaggi.
I fatti raccontati si svolgono quasi esclusivamente nella clinica che lo ospita per disintossicarsi e riabilitarsi alla vita;
qui, si intrecceranno con i fili della sua vita i destini di molti altri "dannati", personaggi intensi e commoventi che condivideranno con Frey pezzi di emozioni.
Lo consiglio davvero a tutti perché questo libro è capace di farti entrare in contatto con un mondo orribile e desolante, ti fa comprendere quanto sia difficile uscire da quell'oscurità che avvolge le viscere, ma soprattutto viene raccontato da un "sopravvissuto", da uno che ce l'ha fatta e tutto questo lascia molta speranza. 






"Se esistesse un Dio gli sputerei in faccia per avermi fatto questo. Se esistesse un Demonio gli venderei l'anima per farlo finire. Se ci fosse qualcosa di Superiore che controlla i nostri destini individuali, gli direi di prendersi il mio destino e di ficcarselo nel culo."